Intervista al Generale Marcello Feraudo

“Nel mondo ci sono soltanto due forze, la spada e lo spirito. Alla lunga, la spada viene sempre vinta dallo spirito.”

Parole di Napoleone Bonaparte, il personaggio storico a cui si ispira la figura del Generale, ed è proprio lo “spirito”, o come lui stesso ha dichiarato “la lavatrice di emozioni”, il tema centrale della mia intervista con Marcello Feraudo, Generale 2023.

Pensavi fosse così, impersonare il Generale?

No assolutamente! Credevo che fosse un ruolo molto più “noioso” e istituzionale, soprattutto perché parliamo di una figura militare. Io ho sempre vissuto il Carnevale in modo decisamente goliardico (con il gruppo Cuj dal vin, ndr) e temevo un po’ questo aspetto, invece mi sono divertito molto! Non pensavo nemmeno di dover uscire praticamente tutte le sere, cosa che è stata un po’ provante (ride,ndr)….

Certo che a vent’anni sarebbe stato più facile, ma comunque tu sei uno dei generali più giovani (classe 1983) della storia giusto?

Vero! Più giovane di me c’è stato solo Gianluca Actis, 34 anni, e poi i generali delle prime edizioni del Carnevale. In media chi impersona questo ruolo è sui cinquant’anni.

Quest’edizione è stata particolare, dopo lo stop non si sapeva bene quale sarebbe stata la risposta del pubblico e invece c’è stata una partecipazione incredibile, te l’aspettavi?

Partecipazione sì, ma non così tanta, il sei gennaio sono rimasto spiazzato, e poi anche alle alzate degli abbà. Mi ricordo da bambino, quando mia mamma mi portava a questi primi eventi del Carnevale, non c’erano così tante persone.

Qual è stato il momento più emozionante?

Solo uno? No, solo uno è impossibile! Come ti dicevo è stato come entrare in una lavatrice di emozioni. Sicuramente il sei gennaio è stato il primo, perché non mi aspettavo tanto coinvolgimento da parte del pubblico, poi il Giovedì grasso con il passaggio dei poteri e la salita a cavallo, percorrere in sella le vie della città è stato davvero suggestivo. Infine martedì, il funerale del carnevale quando abbiamo cantato, è stata un’emozione fortissima e non mi vergogno di dire che un po’ ho pianto.

Com’è andata con la Mugnaia? C’è stata sintonia?

Io e Elena ci conoscevamo di vista dalle scuole superiori, è una ragazza molto tranquilla e riservata ma che sa essere davvero brillante. È stata una splendida Mugnaia, eravamo molto affiatati.

La tua famiglia ha un’importante tradizione nel Carnevale, pensi di trasmetterla ai tuoi figli?

Il nostro Carnevale è molto coinvolgente, e penso non ci sia bisogno di imporre nulla. Fin da piccoli ci si appassiona a quella che è la nostra tradizione, e poi anche da adulto vuoi rivivere quelle emozioni che associ all’infanzia. Quando mia moglie Francesca ha ritirato il vestito da Mugnaia (Francesca Olivero Feraudo, Mugnaia 2018), mia figlia Caterina, che quest’anno ha impersonato una delle Damine per Elena, ha detto: “Ah, poi questo lo metto io!”. Avendo sia la nonna Mugnaia (Anna Rosa Esposti Feraudo, Mugnaia 1986), che la mamma, è un desiderio decisamente legittimo.

Sarai tu il Generale 2024? Se si può chiedere…

Sai che al momento ti dico di no? Poi non si può mai sapere, però non vorrei rovinarmi il ricordo di quest’esperienza. Come quando sali su una giostra fighissima e ti diverti tantissimo, ma poi il giro successivo non ti piace più, ecco, non voglio rischiare una cosa simile. Preferisco custodire le emozioni e la memoria di questa straordinaria edizione del Carnevale.

Ringrazio Marcello Feraudo, per questa che più che un’intervista è stata una simpatica chiacchierata, e per essere stato il nostro Generale in questo Carnevale che verrà ricordato negli annali.

ph @Alessandra Piacentino