“suonan pifferi e tamburi la vittoria popolana”

Se domandassimo a qualcuno di passaggio che temperatura ci fosse la mattina del 6 gennaio a Ivrea, la risposta sarebbe che il freddo era padrone. Sicuramente, però, non sarebbe d’accordo chi era già al lavoro per preparare i fagioli grassi davanti alla parrocchia di San Lorenzo; sicuramente l’atmosfera era molto più calda a casa di Alberto Bombonato, che di lì a poche ore avrebbe preso in mano la feluca e la spada, diventando ufficialmente Generale.

La città d’Ivrea si è alzata il 6 gennaio per salutare l’inizio dello Storico Carnevale. L’Epifania eporediese ha un ritmo totalmente diverso: i bambini svegliandosi non pensano a cosa avrà portato loro la befana, ma canticchiano già le melodie dei Pifferi e Tamburi; è il giorno in cui si scende nelle strade per vedere una serie di appuntamenti che termina con la Cerimonia dei Ceri nel Duomo alla presenza del vescovo. A Ivrea il 6 gennaio non è l’ultimo giorno delle feste invernali, è il primo giorno della grande festa della comunità eporediese.

Il 6 gennaio, però, è soprattutto il giorno dell’uscita del Gruppo Pifferi e Tamburi. La presenza di questo tipo di banda – seppur con un’estetica completamente diversa – è già attestata nelle celebrazioni dei carnevali rionali sin dal XVI secolo. La data di costituzione dell’antenato dell’attuale gruppo risale al primo grande carnevale cittadino, tradizionalmente datato al 1808, durante la dominazione napoleonica. Siamo di fronte alla doppia anima del Carnevale d’Ivrea: quella popolare, a cui appartengono le cerimonie rionali, a cui appartiene la Battaglia delle Arance, simbolo della rivolta contro il feudatario locale; quella istituzionale, legata alla Rivoluzione francese, di cui sono grande esempio il Generale e lo Stato Maggiore, di cui è simbolo il “berretto frigio”.

Foto di Davide Brunetti

L’uscita dei Pifferi e Tamburi ha fatto riprendere vita – e ritmo – a tutta la città. Il 6 gennaio è stato il giorno in cui tutta la popolazione indossa i propri simboli, in cui si sono rispolverate le divise, il cappello frigio, in cui l’intera comunità ha iniziato a vestire i propri colori: il 6 gennaio i Pifferi e Tamburi hanno scandito ancora una volta la marcia della cittadinanza eporediese verso la vittoria popolana di cui si parla nella Canzon del Carnevale.

I Pifferi e Tamburi rappresentano la storia di Ivrea e del Canavese. Quando quelle divise tricolori scendono in strada, portano con sé tutta la tradizione accumulata in più di due secoli di Storico Carnevale: il loro repertorio include brani che vanno dai canti folkloristici alle marce militari tipiche dell’epoca napoleonica, spaziando fino a musiche risorgimentali e legate all’unità d’Italia. Sono le loro note a comporre la colonna sonora dell’intera manifestazione, dall’Epifania sino al Mercoledì delle ceneri, è la loro musica a scaldare ogni amante dello Storico Carnevale più del vin brulè, dei fagioli grassi, della polenta e merluzzo del Comitato della Croazia.

Se capitaste ad Ivrea nei giorni del Carnevale, chiedete alle persone di descrivere con una sola parola i Pifferi e Tamburi: non stupitevi se, con una scintilla negli occhi e con un sorriso sincero, vi risponderanno in coro «casa».

Ivan Boine