La vittoria della Morte

“Quest’anno il premio l’abbiamo vinto tutti, perché siamo tornati a fare Carnevale”

Molta verità e un filo di commozione, dietro alla dichiarazione di Alessandro Sado, membro del direttivo della squadra degli Aranceri della Morte, che ci ha concesso questa intervista.

Alessandro con il papà il Presidente Giuseppe Sado

“È stato come se non avessimo mai smesso di tirare”: 920 aranceri, 1345 iscritti, tanta voglia di divertirsi, e un senso di unità che si fa notare anche dall’occhio meno attento. La Morte quest’anno è arrivata al Carnevale in gran forma e i risultati si sono visti.

“50% di combattività, è questo nel punteggio che ha fatto la differenza”, mi spiega Alessandro, quando chiedo qual è stato il loro punto di forza, ma da cosa deriva questa grinta ?

“Indubbiamente il fatto che la nostra sia una squadra particolarmente giovane aiuta, l’età media è tra i venti e i venticinque anni, quest’anno c’è stato un boom d’iscritti tra i giovanissimi”.

Per quanto riguarda invece le ragazze, chiedo, come siete messi a “pari opportunità”?

“Abbiamo le “Sventole” un gruppo totalmente femminile di sole tiratrici, particolarmente agguerrite”

In generale l’immagine della squadra originaria del quartiere San Grato, ma che piace molto anche ai Canavesani (registra iscritti eterogenei tra eporediesi e non), ha avuto un notevole impatto sulla riuscita di questa edizione del Carnevale.

“Le feste all’Area 54 sono state un successo, soprattutto quella in esterna del sabato è andata alla grande, il divertimento non è mancato”.

Questa è stata indubbiamente un’annata particolare dopo gli anni di stop e quello che traspare e di cui chiedo conferma ad Alessandro è stato un gran desiderio di divertirsi.

“Senz’altro quest’anno ci sono state meno discussioni e più voglia di stare tutti insieme, le rivalità ci sono e ci sono sempre state, fanno parte del gioco e un po’ anche della tradizione. Certo, vincere il Carnevale della rinascita è stato un valore aggiunto”

Congratulazioni dunque, alla squadra della Morte e grazie per la gioia di una vittoria che avete condiviso con tutti gli eporediesi in questo anno speciale.